***** SOLITUDINE ***** ALLA RICERCA DI QUALCOSA CHE HO PERSO ***** SOLITUDINE ***** ALLA RICERCA DI QUALCOSA CHE HO PERSO ***** SOLITUDINE ***** ALLA RICERCA DI QUALCOSA CHE HO PERSO *****SOLITUDINE*****ALLA RICERCA DI QUALCOSA CHE HO PERSO*****


Le donne e la bambina interiore.

il martedì, 24 novembre 2009
Ora 16:35

 

Sono all'interno di una grande caverna in penombra.

Attraverso una vasta apertura irregolare vedo un panorama
variamente colorato e rilassante.

Al centro il mare.

La linea dell'orizzonte interseca il volto di una donna
per metà immerso nell'acqua del mare.

I suoi occhi semichiusi guardano in lontananza verso il basso;
sono rilassati e rivolti a guardare la profondità del mare.

Al di qua della linea dell'orizzonte, tra il mare e la caverna,
il volto di un'altra donna che pare distesa su un fianco lungo il bagnasciuga.

I suoi occhi aperti e rilassati guardano verso l'apertura della caverna.
Uno sguardo profondo, intenso, che incontra il mio
e pare un tacito invito ad uscire, ad avvicinarmi a lei.

Entrambi i volti mi trasmettono un grande senso di pace e serenità.

All'uscita-ingresso della caverna vedo una bambina appoggiata
su una staccionata di legno.


Ho un sussulto, la guardo con gli occhi sgranati;
resto fissa, immobile, come paralizzata.

Lei pare assorta, pensierosa, forse un pò preoccupata.

Il suo sguardo è su di me, ma nello stesso tempo pare che
guardi oltre di me.

Ci guardiamo a lungo, in un muto tacito dialogo.

Pare mi dica:"Quando ti decidi?".

E' la mia bambina interiore che da tempo ho trascurato
lasciandola relegata in un angolino.

Forse non l'ho voluta più incontrare per non farmi rimproverare.

Ma lei c'è sempre, non è andata via; ora è lei che ha deciso di incontrarmi;
mi stava aspettando, si è stancata di essere messa da parte.

E' una bambina, ma sembra più matura di me.

E il suo sguardo continua a chiedermi:"Quando ti decidi?".

 

faraluna

 

 

Per la mia bambina interiore: 

 


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Nè in terra nè in cielo.

il giovedì, 19 novembre 2009
Ora 17:11

 

A volte, anzi direi abbastanza frequentemente da diverso tempo,

mi accade di non sentirmi nè in cielo nè in terra.

 

Come in questo momento.

 

E'come se il mio corpo fosse diviso in due,

una parte sta sulla terra

l'altra parte sta nell'aria.

 

La sensazione non è piacevole e non mi fa sentire

in armonia con me stessa.

 

Il risultato è che sono inconcludente, tante cose da fare,

ma ne porto a termine solo qualcuna e forse non la più importante.

 

Il risultato è che, è come se mi sentissi fuori dal mondo;

lo guardo il mondo, ma è come se io non ci fossi dentro totalmente.

 

Il risultato è una grande stanchezza.

 

Mi piacerebbe ritrovare la mia armonia, sentire il mio corpo unito,

sentire i piedi ben radicati alla terra e sentirmi nel mondo.

Non più stare a guardarlo, ma esserne partecipe

con tutto il mio essere.

 

E poi,con i piedi ben radicati elevarmi all'unisono verso il cielo.

 

Come un albero le cui radici sono ben radicate nella terra,

vive nel mondo con tutto il suo essere, tronco, rami, foglie, fiori,

per poi salire con la sua chioma verso il cielo.

 

Unione di corpo e anima.


 faraluna

 


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Quando nasce un bambino.

il domenica, 15 novembre 2009
Ora 18:11

 

Quando nasce un bambino

 nasce una nuova speranza.

 

Una speranza non solo per chi l'ha concepito e generato,

ma anche per te, per me, per tutti.

 

Quando nasce un bambino

è una esplosione di emozioni e commozione

per chi gli sta vicino.

 

Ogni bambino che nasce

è un nuovo piccolo mondo.

 

Ogni bambino che nasce

è un'alba che sorge;

un fiore "prezioso"

che sboccia alla luce del sole.

 

              faraluna

 

 

Dedicato a L., una bambina che non conosco,

ma so che è nata circa una settimana fa.

 

 


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Un cuore assetato d'amore.

il mercoledì, 11 novembre 2009
Ora 16:10

 

Mare infinito che accogli i miei pensieri

accogli le mie lacrime e portale lontane

accogli le mie incertezze e trasformale in certezze.


Accoglimi dolcemente nelle tue acque chiare

e fammi sognare ancora;

fammi volare come gli uccelli

e cantare insieme a loro

un canto libero d'amore.


Fammi sentire un tutt'uno con la natura e

con ciò che mi circonda, col mondo intero,

come mi sentivo una volta...


Ho ancora un cuore che pulsa e freme

assetato d'amore.


Amore che vuole dare, ma non sa più a chi.


Amore che vuole ricevere, ma non sa più da chi.


Mi guardo intorno e mi sento sperduta.


I miei occhi vedono un paesaggio desolato;

da una parte un albero i cui rami vorrebbero protendersi

verso l'alto, ed invece si piegano verso il basso.


Rami senza foglie, senza fiori.


Un albero che pian piano sta morendo...

I miei occhi osservano l'albero e lo riconoscono;

un tempo era una quercia rigogliosa.


Quella quercia ero io.


E intanto il mio cuore continua a battere...

Assetato d'amore...


              faraluna

 


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Auguri Mamma!

il sabato, 07 novembre 2009
Ora 15:20

 

Auguri Mamma!!

Oggi è il tuo compleanno e come regalo scrivo questo post

completamente dedicato a te.

Regalo doppio e speciale per questo giorno: ho voluto dedicarmi

a te creando tutte le immagini, cosa che da tempo non faccio.

 

Mentre creavo le immagini mi sono abbandonata ai ricordi...

 

Ricordi belli...

 

Quando ero bambina e confezionavi con le tue mani

i miei vestiti,pur non essendo una sarta;


quando mi insegnavi a lavorare a maglia; quando insegnavi

nuovi giochi a me e ai miei amichetti...

Ricordi che ancora mi danno belle emozioni...

 

Come una musica suonata al pianoforte...

 

 

Mamma dolce e tenera...

 

Ricordi brutti...

 

Il tuo primo ricovero in ospedale quando avevo sei anni e

da allora, fino all'età di sedici

anni, ti vedevo a casa un paio di mesi all'anno.


Ricordi che ancora mi fanno scendere lacrime di dolore.

 

Per anni ho cantato la canzone "Mamma": quando eri in ospedale,

il cantarla mi faceva sentire


più vicina a te, ma era anche un grido disperato...

 

Quando tornavi a casa la cantavo perchè mi sembrava che

mi desse più speranza che tu rimanessi

con me...

Quante volte ti ho abbracciato cantando la canzone

"Mamma"...trattenendo a stento le lacrime

di commozione durante l'abbraccio...

 

Oggi non l'ho cantata, ma l'ho ricordata e l'ho ascoltata tanto

questa canzone...


Ancora oggi mi dà una forte emozione.


Oggi i riccioli d'oro di quando ero bambina non li ho più.


Oggi i tuoi capelli sono davvero diventati bianchi.


Oggi tu sei ancora con me.

 

Mamma dolce e tenera, che poco hai avuto dalla vita,

eppure auguri sempre a tutti:

"Buona fortuna!"

 

Buona fortuna a te, Mamma dolce e adorata...

 

Auguri Mamma!!

 Buon Compleanno!!



          faraluna

 

 

Mamma.

 

Mamma, son tanto felice

perché ritorno da te.

La mia canzone ti dice

ch'è il più bel sogno per me!

Mamma son tanto felice...

Viver lontano perché?

Mamma, solo per te la mia canzone vola,

mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!

Quanto ti voglio bene!

Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore

forse non s'usano più,

mamma!,

ma la canzone mia più bella sei tu!

Sei tu la vita

e per la vita non ti lascio mai più!

Sento la mano tua stanca:

cerca i miei riccioli d'or.

Sento, e la voce ti manca,

la ninna nanna d'allor.

Oggi la testa tua bianca

io voglio stringere al cuor.

Mamma, solo per te la mia canzone vola,

mamma, sarai con me, tu non sarai più sola!

Quanto ti voglio bene!

Queste parole d'amore che ti sospira il mio cuore

forse non s'usano più,

mamma!,
ma la canzone mia più bella sei tu!

Sei tu la vita

e per la vita non ti lascio mai più!

Mamma... mai più!

 

Beniamino Gigli - 1940

                


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Una nuova razza: i bambini indaco.

il mercoledì, 04 novembre 2009
Ora 14:49

 

"...Un Bambino Indaco è una  creatura che possiede attributi psicologici insoliti e particolari e che ha un modello comportamentale diverso da quelli a cui siamo abituati.  Di conseguenza, molto spesso i genitori di questi bambini si trovano spiazzati ed impreparati nel difficile compito di educare i loro figli. Ignorare questi nuovi modelli significa creare squilibrio e frustrazione nella mente di questi preziosi bambini."

 

La definizione "Indaco" è stata usata per la prima volta da Nancy Ann Tappe,  che nel 1982 scrisse un libro sull'argomento (Capire
la vostra vita attraverso il Colore).  Nancy, scrittrice, sensitiva e terapeuta, è in grado di vedere quelli che lei chiama "i colori della vita"  ed ha un metodo personalissimo per "leggere" questi colori.

 

Alla fine degli anni settanta, Nancy incominciò a notare una trasformazione nei colori vitali, con alcuni colori, come il fucsia o
il rosso cremisi,  che tendevano ad affievolirsi o a scomparire. Tuttavia la sua ricerca iniziò soltanto negli anni ottanta, quando  alcuni genitori,  preoccupati per il comportamento anomalo, "fuori dagli schemi" dei loro bambini, si rivolsero a lei per esseri aiutati.  Con sorpresa Nancy si accorse che il colore vitale di tutti questi bambini  tendeva all'azzurro violaceo. Di qui la definizione "Bambini Indaco".

 


Ecco come  Lee Carroll e Jan Tober descriono i bambini Indaco nel loro libro "The Indigo Children".

E' importante rendersi conto che questi  bambini possiedono un' estrema sensibilità, sono molto intuitivi e sono in grado di sentire che cosa c'è nella nostra mente e nel nostro cuore. Vengono sul Pianeta Terra per aiutare l'umanità a progredire verso il bene supremo, per farci capire che non esistono diversità o differenze e che tutti noi facciamo parte del grande IO SONO.

Per far ciò, richiedono da tutti noi comprensione e tolleranza, amore incondizionato, apertura, integrità morale e sincerità. La sfida che i genitori devono affrontare è imparare a considerarli bambini "normali" e a trattarli come tali.
E' importante saper riconoscere i l loro valore, apprezzare le loro doti, imparare a valorizzarle, ma nello stesso tempo permettere loro di vivere la loro infanzia come
qualunque altro bambino. Discriminarli o trattarli come "diversi" può rendere la vita complicata sia per loro sia
per i genitori o per gli insegnanti e può avere gravi conseguenze sullo sviluppo armonioso della loro personalità.


All'inizio degli anni ottanta, quando i primi  Indaco incominciarono ad arrivare,  nessuno sospettava che si trattasse di una  nuova generazione di bambini. Essi sembravano avere attributi psicologi ed atteggiamenti  molto  diversi da quelli a cui eravamo abituati. Spesso erano bambini iperattivi, disattenti, ribelli ad ogni forma di disciplina imposta,  e  si pensava che le difficoltà che si incontravano nell'educarli  fossero da imputarsi  alla società, alla mutata struttura familiare, allo sviluppo tecnologico, alla violenza esaltata nei programmi televisivi, all'aumentato benessere, ecc... Negli Stati Uniti questo ha portato  i genitori a richiedere l'aiuto di psicoterapeuti, che sempre più spesso "tenevano tranquilli" questi bambini con psicofarmaci.

Questa tendenza allarmante è andata aumentando nel tempo, in maniera esponenziale,  e sta prendendo piede anche in Europa.

Non si conoscono le conseguenze a lungo termine di questo abuso di "droghe legalizzate" ma la violenza tra i giovani è un fenomeno preoccupante, per cui viene spontaneo chiedersi se  esista una correlazione.


Le principali sfide che i Bambini Indaco dovranno affrontare sono soprattutto legate alle loro relazioni con gli altri.  Essi hanno bisogno di molta attenzione e considerazione e soffrono se la loro visione della vita, basata essenzialmente sull'amore,  viene fraintesa o, peggio ancora, ridicolizzata. Alcuni di loro possono pertanto avere problemi a relazionarsi con bambini "normali" o con adulti ancorati alle vecchie metodologie. Può così accadere  che questi bambini, provvisti di una grande immaginazione, di grandi facoltà intellettive, di una forte mentalità tecnologica e di elevate doti morali, ma iperattivi ed incapaci di usare il pensiero lineare a cui siamo abituati, vengano etichettati come affetti da "disordine da deficit di attenzione" e vengano di conseguenza trattati con psicofarmaci per aiutarli a rientrare nella "normalità". Tutto questo  può avere un forte impatto sulla loro personalità, diminuire la fiducia nelle loro capacità e portarli a scollegarsi  dalla loro parte divina.

 

A questo punto della nostra evoluzione, dobbiamo comprendere l'importanza del ruolo che questi  preziosi bambini, arrivati tra noi con un bagaglio di grande consapevolezza, si sono assunti. Se sapremo riconoscere il loro valore, capirli ed apprezzare  le loro doti intellettuali e morali,  se non instilleremo in loro il senso di colpa e la paura, da cui sono totalmente esenti,  se li aiuteremo a  seguire la loro passione, essi saranno i nostri migliori maestri,  ci insegneranno a guardarci dentro ed a scoprire quelle verità interiori che per troppo tempo non abbiamo saputo o voluto riconoscere.   Apriamo dunque il nostro cuore ed il nostro Spirito ed accettiamo i preziosi doni che queste creature meravigliose, con amore infinito, ci offrono.

 

Bibliografia:  Lee Carroll e Jan Tober "The Indigo Children" - Ed. Hay House Inc.

 

 

I bambini indaco: Voyager speciale

 

 

I "nuovi" bambini: intervista a Paola Giovetti


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Il due novembre a modo mio.

il lunedì, 02 novembre 2009
Ora 09:32

 

Il due novembre, giorno di tutti i morti, un via vai di persone

che portano fiori

ai propri cari defunti.

 

Io da diversi anni non vado più in cimitero in questo giorno.

 

Questo non significa che ho dimenticato mio padre e le persone

a me care

che non ci sono più.

 

Semplicemente le ricordo e le commemoro a modo mio...

 

Qualche volta, come l'anno scorso, il due novembre

sono andata in cimitero,

ma....non sono entrata...

sono rimasta fuori, seduta o

a passeggiare

a passi lenti....

 


E a ricordare....

 

 

Giorno dei Morti


Domani forse saremo più freddi.


Domani forse saremo commemorati,


fors'anche pianti, dimenticati.


Preghiamo noi oggi per loro.

Altri, domani, pregheranno per noi.


È una lunga catena di preghiere,


di rimpianti, di ricordi del passato.


È una lunga catena d'amore e di


dolore che d'anno in anno

 

mestamente si rannoda,


che in mutuo nostalgico richiamo


lega


tutti i viventi d'oggi a tutti i morti.

 

L. Pagani

 

 

 

Commemorazione dei defunti.

 

              


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Il silenzio. Lacrime...

il giovedì, 29 ottobre 2009
Ora 18:53

 
C'è il silenzio del cielo prima del temporale,


delle foreste prima che si levi il vento,


del mare calmo della sera, di quelli che si amano,

della nostra anima,


poi c'è il silenzio che chiede soltanto

di essere ascoltato.

 

                Romano Battaglia

 



Lacrime...         

 

     


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Quando la natura usa pennelli e scalpelli.

il lunedì, 26 ottobre 2009
Ora 08:54

 

La natura non finirà mai di stupire, sorprendere, meravigliare.

 

A tutti noi credo sia capitato di vedere forme a noi familiari

scolpite in modo naturale

 

su una montagna o sulle pietre.

 

forme di animali, per esempio

 

 

o volti 

 

 

A tutti noi è capitato di alzare gli occhi al cielo e di osservare

e ammirare forme particolari

 

disegnate sulle nuvole e di rimanerne incantati.

 

Per esempio mani che si cercano

 

 

oppure un cuore

 

 

o un animale come questo coniglio

 

 

Questo post nasce dopo avere trovato per caso un video intitolato:

 

"Quando la natura si mette a disegnare".

 

Scrivere oggi è per me difficile, poichè molti tasti della tastiera

non rispondono ai comandi.

 

Ma è forte la voglia di condividere; le immagini che ho inserito

e le immagini del video

 

penso astino da sole per trasmettere ciò che sento.

 

Quando la natura si mette a disegnare.

 

            

 

P.S.: Sono riuscita, armata di pazienza, ad inserire
le lettere mancanti
eccetto una.
Sono contenta!

 


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Incompresa e triste.

il giovedì, 22 ottobre 2009
Ora 16:25

 

Quasi senza parole...Con una grande voglia

di piangere...

 

Spesso mi sento incompresa dagli altri.

 

Azioni o parole che vengono interpretati in modo

diverso, in modo distorto.

 

E rimango allibita, incredula.

 

A volte riesco a soprassedere, ma a volte mi fa

veramente male e soffro.

 

Il cuore batte a mille e sembra voglia scoppiare.

 

Tanta tristezza.

 

Tanta delusione.

 

Spesso mi chiedo il perchè gli altri spesso non mi

comprendono e mi fraintendono.

 

Dipende da me o dipende da come loro si pongono

nei miei confronti?

 

Non ho risposte, finora; o non ho risposte

soddisfacenti...

 

Quello che so è che spesso il sentirmi incompresa e

fraintesa mi fa isolare

 

e trincerare dentro un opprimente silenzio che

vorrebbe urlare a squarciagola:

 

"Perchè??".

 

E mi sento sola, in questa solitudine che non vorrei,

ma c'è.

 


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